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Alberti Magazine - Baby: cosa si cela dietro la serie tv

Per quelli di voi che hanno amato la serie tv spagnola Netflix Élite, potreste essere intrigati dalla simile serie tv, questa volta italiana, Baby. Come nella teen soap spagnola, la serie tv segue le vite di vari adolescenti che frequentano un liceo esclusivo, la differenza è che la vicenda è ambientata a Roma. Fondamentalmente la serie si concentra su Chiara e Ludovica che ricorrono alla prostituzione “di lusso”. Ma in quanti sapevano che questo programma è stato ispirato da una vicenda realmente accaduta?

Nel 2014 è stato scoperto, grazie alle preoccupazioni di una madre, riguardo alla grande quantità di denaro che la figlia quindicenne possedeva, che due ragazze, residenti nel più ricco quartiere di Parioli, a Roma, vendevano i loro corpi affinché potessero comprare prodotti di lusso come abiti firmati o elettronica. E non erano le uniche, infatti, dal 2013 quando le minori che si prostituivano tra il Lazio e Roma erano 35, la situazione è totalmente cambiata, perché nel 2014 sono diventate 190. C'è stato quindi un incremento del 442 per cento. A svelare i dettagli della vicenda sono poi le dichiarazioni delle due ragazze. Una delle due, durante l'incidente probatorio, racconta al procuratore Cristina Macchiusi: “Ero alla ricerca di facili guadagni... attraverso Google ho trovato un annuncio che andava bene per quello che cercavo. Ho risposto all'annuncio e tramite chat ho avuto prima un contatto con Nunzio Pizzacalla, caporal maggiore dell'Esercito, e poi con Mirko Ieni. Credo che quest'ultimo sapesse che ero minorenne e probabilmente ha sfruttato questa circostanza per attirare più clienti". Mentre la ragazza più grande, che probabilmente ha ispirato il personaggio di Chiara nella serie, semplicemente anelava al denaro, la più piccola entrò nel giro grazie alla madre.

Secondo le autorità italiane almeno 50 uomini hanno pagato per i servizi delle due liceali, di cui otto furono arrestati compresa la madre della più giovane, mediante la quale, secondo quanto dice l’Huffington Post, le ragazze conoscevano nuovi clienti. Tutti gli otto imputati sono stati condannati, ricevendo dai 10 ai 3 anni di carcere. Altri undici clienti sono stati arrestati, ma hanno scelto di patteggiare e ricevuto solo la sospensione condizionale della pena e una multa.

Agnes, nome falso utilizzato nei vari articoli, avrebbe utilizzato il denaro guadagnato per aiutare a pagare le tasse, dopo che il padre lasciò sua madre quasi in rovina. In un’inquietante telefonata registrata dalla polizia durante le investigazioni è stato rivelato che la figlia avrebbe pregato la madre di non farla andare al “lavoro” perché non riusciva a concentrarsi sui suoi studi e perché non si sentiva bene. La madre avrebbe fatto pressione sulla ragazzina affinché continuasse, consigliandole di “studiare qualche ora prima o dopo aver lavorato” oppure di “studiare a giorni alterni”.

Ma tornando adesso alla serie, diversamente da Élite, Baby è stata soggetta a molte critiche da parte del National Center on Sexual Exploitation poiché sembra voglia rendere un’immagine positiva della vera storia delle “Baby Squillo”. Anche se nella sinopsi ufficiale dello show non vi è alcun riferimento alla prostituzione, conferma che è ispirato a eventi realmente accaduti.

Yasmine Marotta

 

 

 

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